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I tipi di carta per il progetto di stampa: quale scegliere

La carta su cui dar forma al progetto grafico è più di un semplice supporto e scegliere quella ‘giusta’ non è mai così scontato.
Per noi, ma anche per molti graphic designer, è lo strumento con cui esaltare i contenuti e le immagini che verranno impresse sulle diverse tecnologie di stampa.
Ogni carta ha le sue caratteristiche e qualità materiche che ne determinano il peso, la trasparenza, l’aspetto visito, la mano, lo spessore, il grado di opacità, l’effetto tattile e la durata nel tempo.

Esistono in commercio tantissimi tipi di carta – stessa famiglia ma cartiere diverse – per cui non possiamo affermare che esiste la carta perfetta per un catalogo rispetto a una pubblicazione editoriale o un biglietto da visita.

La cosa fondamentale è avere chiaro il risultato finale che si vuole raggiungere, gli obiettivi di comunicazione, il gusto personale e le emozioni da trasmettere al tatto e alla vista. E considerare alcuni fattori determinanti:

  • Il prodotto da stampare;
  • La durata desiderata;
  • La macchinabilità in relazione ai sistemi di stampa (tradizionale offset, digitale toner, digitale inkjet, digitale HP Indigo, laser, risografico, ecc…).

Ogni carta è in grado di trasmettere un messaggio in modo diverso.

Prendiamo ad esempio un biglietto da visita.

Se non ci sono particolari vincoli di immagine coordinata e di brand identity, le carte maggiormente usate sono non patinate (uso mano) oppure patinate (lucida/opaca).

D’altra parte, se l’azienda committente persegue politiche green e la comunicazione è in prospettiva eco-friendly, il ventaglio di alternative dovrà puntare su carte riciclate con percentuali di fibre di recupero oppure su carte ecologiche la cui fibra è composta di scarti di produzione agro-industriale, tessile, da piante annuali e linters di cotone.

Si deve stampare un libro?
In questo caso le soluzioni ottimali sono le carte uso mano dall’aspetto naturale e quelle avoriate poiché non stancano durante la lettura di pagine ricche di testo e povere di immagini.

Le macro categorie delle carte specialità grafiche

In base alla grammatura possiamo distinguere alcuni tipi di carta, dalla più “leggera” alla più “pesante”. In particolare:

  • carta bibbia, lisciata naturale tra 25 e 35 g/m
  • carta leggera, uso mano o semi-patinata tra 60 e 90 g/m2
  • carta da stampa, tra 90 e 170 g/m2
  • cartoncino (da non confondere con i supporti da cartotecnica), da 200 g/m2 in su

Questo raggruppamento soddisfa solo la prima fase di selezione poiché aiuta lo stampatore a valutare le alternative per i prodotti a foglio singolo su cartoncino rispetto a quelle dei prodotti caratterizzati da due parti rilegate (blocco libro e copertina).

Allora quale criterio bisogna usare?

È impensabile pensare di avere un elenco esaustivo di tutti i tipi di carte: troppe varianti, nonché le cartiere aggiornano i loro campionari ogni tre anni circa.
Possiamo, invece, dividere le carte in macro famiglie e soffermarci su quelle più apprezzate e utilizzate in stampa.

Carte uso mano e da edizione

Le carte uso mano sono note nel settore tipografico come uncoated oppure offset perché non subiscono alcuna lavorazione di patinatura.

carta avoriata

In generale sono carte naturali, più o meno ruvide al tatto secondo la porosità della superficie. Questa caratteristica aumenta l’assorbimento degli inchiostri che, d’altro canto, possono sembrare ‘spenti’ dopo il processo di stampa.

La qualità e l’opacità variano soprattutto in relazione alla percentuale di legno presente e dalla lunghezza delle fibre. 

Possono avere diverse gradazioni di bianco come ad esempio la gamma Arena di Fedrigoni (Natural/White/ExtraWhite), Superfine Eggshell di Mohawk (White/Ultra White), X-Per di Fedrigoni (White/Premium White), Biancoflash di Favini (Natural/Premium), Dolce Vita di Favini (White/Ivory).
Oppure dal color avorio come Arena Ivory, Biancoflash Ivory, Aralda, Sahara.

La famiglia delle carte uso mano è molto versatile e si presta bene per stampe editoriali, libri, opuscoli informativi, manuali tecnici d’uso e manutenzione, carta intestata e block notes.

Carte patinate

Le carte patinate – anche coated – sono ampiamente diffuse nel settore delle arti grafiche per la produzione di cataloghi, brochure, riviste illustrate, opuscoli pubblicitari, depliant pieghevoli, calendari e stampe fotografiche.

Il motivo principale è lo speciale trattamento di patinatura applicata in più strati su ogni lato del foglio, o solo su un lato nel caso dei cartoncini monopatinati (cast coated), che riduce la penetrazione dell’inchiostro e migliora la fedeltà nella riproduzione dei retini e nella definizione dei colori rispetto alla carta uso mano.

Ne derivano tratti puliti e nitidi, colori vibranti e fedeli al soggetto di partenza.

La patina è composta principalmente da carbonato di calcio, caolino e leganti (lattici); viene nebulizzata sulla superficie della carta rendendola più compatta, resistente e liscia al tatto.riviste fotografiche carta patinata

La finitura della patina può essere:

  • semi opaca (silk/demi matt)
  • opaca (matt)
  • satinata (satin)
  • lucida (gloss)

Anche le carte patinate hanno un grado di bianco variabile grazie al quale enfatizzare la resa cromatica durante il processo di stampa.

Tra le tantissime opzioni suggeriamo le Symbol Freelife Satin/Gloss di Fedrigoni, Heaven 42 e Magno Volume di Sappi, Garda Matt di Cartiere del Garda, The Tube Chalk di Favini, Experia di Burgo.

I campi di applicazione sono innumerevoli: materiali di comunicazione ricchi di immagini a colori, illustrazioni, monografie, copertine, cartellini, listini, cartelline porta documenti, carte di imballaggio, biglietti da visita.

Carte riciclate

Piccola premessa: la carta è un prodotto naturale, biodegradabile, compostabile, riciclabile, rinnovabile e può essere re-immessa nel processo produttivo fino a sette volte.

Infatti la materia prima per produrre carta riciclata non è fornita dagli alberi ma dalla raccolta, lavorazione e riciclaggio dei prodotti di carta al termine del loro ciclo di prodotto. Oppure dagli avanzi dei tagli delle stesse cartiere (scarti).

Una prima grande distinzione è proprio in relazione al ciclo di vita delle fibre:

  • Pre Consumo → Fibre provenienti da stampati che non hanno mai raggiunto il consumatore finale come ad esempio i resi giornali invenduti, tutte le eccedenze di pubblicazioni editoriali non vendute e gli scarti di stampa;
  • Post Consumo → Fibre provenienti da carte di materiali cartacei impiegati per gli scopi a cui erano destinati e che hanno raggiunto il termine del proprio ciclo di vita. Per rendere questi materiali riutilizzabili nella produzione di carte speciali, è necessario un processo di de-inchiostramento.

Ulteriore distinzione è data dalla percentuale di carta da macero presente – solitamente varia dal 30% al 100% – nonché dall’aspetto naturale tendente al grigio, bianco naturale, bianco extra oppure colorato.

Segnaliamo Shiro Echo di Favini nelle versioni White e Bright White, Freelife Cento e Oikos di Fedrigoni, Recyco di Cordenons, Lenza di Lenzingpapier, la linea Respecta di Burgo, EkoPrint e BalanceSilk di Papyrus, Recytal di Lecta.

A queste dobbiamo aggiungere alcuni modelli colorati e creativi come ad esempio Freelife Kendo e Woodstock Betulla di Fedrigoni, Freelife Merida, Keaykolour Camel di Arjowiggins, Conqueror CX22 100% recycled e Conqueror Laid di Arjowiggins, le nuove varianti Keaykolour Particles di Arjowiggins.

Ideali per la stampa di libri, cataloghi corporate, report annuali, bilanci di sostenibilità e istituzionali, opuscoli, pieghevoli, cartoline, inviti, biglietti da visita, packaging e per tutti i progetti di comunicazione eco-friendly.

Carte ecologiche

carte ecologiche moebius

Nel gruppo delle carte ecologiche comprendiamo le carte prodotte in un’ottica di economia circolare e sostenibilità ambientale, che sfruttano gli scarti da produzione alimentare, soprattutto vegetale; i residui della produzione tessile e pellame; le fibre provenienti da piante annuali come bambù, cotone e bagassa.
È la frontiera del riuso creativo e vanta supporti degni di nota per applicazioni che spaziano dai semplici biglietti da visita alle pubblicazioni di vario tipo, fino alle shopping bag e al packaging.

Ecco una ‘lista’ da memorizzare:

  • Crush (Favini), gamma realizzata con sottoprodotti di lavorazioni agro-industriali;
  • Shiro Tree Free (Favini), che non contiene cellulosa di albero;
  • Shiro Alga Carta (Favini), famosa carta ecologica che utilizza alghe in eccesso provenienti da ambienti lagunari a rischio;
  • Refit (Favini), composta 15% di residui di lavorazione della lana o del cotone;carta ecologica gmund bio cycle
  • Remake (Favini) che contiene il 25% di residui di lavorazione del cuoio e della pelletteria;
  • Bio Cycle (Gmund), che contiene la più alta percentuale di fibre alternative alla cellulosa (50% fibre rinnovabili → grano, paglia, erba, canapa e cotone);
  • Bier (Gmund) miscela originale di luppolo, malto, lievito e resti di etichette di birra;
  • Cotton 100% (Gmund) al 100% con fibre di cotone naturali;
  • Papermilk (Cordenons), realizzata con fibre di latte (fino al 10%) e linters di cotone (40%);
  • Flora e Aromatique (Cordenons) con percentuali variabili di fibra di linters di cotone;
  • Conqueror Bamboo (Arjowiggins) prodotta con pasta di bambù;
  • Century Cotton Wove (Fedrigoni), con un 25% di fibre di cotone;
  • Savile Row Plain (Fedrigoni), nel cui mix è presente un 20% di fibre di cotone e un ulteriore 20% di fibre tessili;
  • Materica (Fedrigoni) con 20% fibre di recupero, 40% di cellulosa CTMP e 15% di fibre di cotone

Infine la storica carta paglia.

“Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma” (cit. Antoine-Laurent de Lavoisier).

Carte textured

Sono le carte sofisticate per eccellenza, meravigliose al tatto e alla vista, le cui trame superficiali (texture) sono capaci di riprodurre la tela di un quadro, l’effetto buccia d’arancia, i classici disegni lineari, le incisioni sottili di battute irregolari, le linee increspate e parallele a distanza uniforme (filigranature), nonché le più svariate decorazioni a rilievo.

Le carte textured servono a comunicare un’esperienza estetica dove la carta scelta diventa protagonista e parte integrante del progetto grafico.
Per questo motivo meglio preferire linee pulite, poche immagini e fondi non eccessivamente pieni così da esaltare la struttura impressa sulla superficie e la relativa matericità.carte textured

Il criterio di scelta più frequente è il tipo di finitura da cui derivano quattro grandi gruppi: 

  1. Carte marcate
  2. Carte vergate
  3. Carte goffrate
  4. Carte martellate

 

Le opzioni di ogni gruppo sono davvero tante, basti pensare a nomi come Tintoretto, Acquerello, Nettuno, Old Mill, Constellation Snow e Corolla Book di Fedrigoni; Twill e Prisma di Favini; Chagall, Dalì, Modigliani e Kingdom Laid di Cordenons; Chamois Texture, Vergé Beige e White Linen embossed di Gmund; le carte marcate Rives, Conqueror Contour e Conqueror Laid di Arjowiggins.

Le carte textured sono particolarmente adatte per copertine di libri e cataloghi, sovracoperte, rivestimenti di copertine cartonate, packaging, espositori, astucci, menù, cartellini, biglietti augurali, partecipazioni, biglietti da visita e inviti.

Carte speciali e colorate

carte colorate La carte speciali e colorate hanno un look così particolare da arricchire il progetto grafico e ispirare brand, designer e creativi.

Sono carte ad alto contenuto estetico, come per quelle strutturate (textured), dal forte impatto comunicativo e dalle evidenti proprietà creative.
Fanno parte di questo gruppo le colorate in massa, le iridescenti, le metallizzate, ad effetto nuvolato, le semi-trasparenti o traslucide, quelle che combinano fibre sintetiche e cellulosa (impregnate), canvas, il poliestere e il polietilene opaco, il ‘tessuto non tessuto’ come ad esempio Tyvek®.

Ricordiamo le linee Sirio Color e Sirio Pearl di Fedrigoni; Burano e Majestic di Favini; Stardream, Leatherlike e Malmero di Cordenons; la gamma Keaykolour e quella Curious di Arjowiggins nelle varianti Metallics/Matter/Alchemy; i cartoncini Pop’Set; GSK di Fedrigoni, Colors Contact di Gmund, Cromatico CA di Thibierge & Comar; Marina Conchiglia di Fedrigoni e Parchment Natural di Arjowiggins; Invercote Metalprint di Iggesund; Tyvek® di Dupont; Polyart di Arjobex; Synaps di Agfa.

Donano unicità alla comunicazione e devono essere scelte con sapienza per progettare copertine, opuscoli lucenti, inserti raffinati, pieghevoli, calendari, packaging moderni e contemporanei, inviti esclusivi, biglietti da visita deluxe, cartelline e tantissimi altri materiali.

Carte e film autoadesivi

Le carte e i film autoadesivi sono parte importante del design della confezione – veri e propri strumenti di comunicazione – utili a etichettare un prodotto e riconoscere facilmente cosa contiene.

Sul fronte di quasi tutti i contenitori di vetro e plastica vediamo un’etichetta stampata su carta adesiva o su film in poliestere/polietilene, che risponde a specifiche esigenze.

Tra gli usi più frequenti troviamo:

  • stickers promozionali
  • adesivi decorativi
  • adesivi stilizzati
  • vetrofanie
  • etichette per vini e super alcolici
  • etichette gourmet food
  • etichette per cosmetici
  • bollini
  • inventari/prezzi/codici a barre
  • articoli di comunicazione visiva
  • rivestimenti per confezioni

Il frontale di questi supporti ‘speciali’ può essere in carta, uso mano o textured; con finitura opaca o lucida; con retro coprente; in poliestere bianco opaco, lucido, trasparente, argento; in polietilene teslin antistrappo; in vinile.

Removibili, permanenti o super tack.

Fanno parte di questo gruppo la gamma di carte e pellicole adesive ADHOC di Fedrigoni; la collezione Fasson® di Avery Dennison; Poly Matt White di UPM Raflatac; le alternative di versatili RitRama.

Insomma, come anticipato nelle prime battute, stilare un elenco esaustivo di tutti i tipi di carta è impensabile poiché le cartiere aggiornano i loro campionari, variano i colori in base ai trend ed eliminano i modelli datati o poco venduti.

Il consiglio finale è quello di confrontarsi con i nostri tecnici per ogni singolo progetto, soprattutto per quelli in stampa digitale.