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Grigio neutro, non è una banalità

Su questo argomento si è incentrata le prima parte del TAGADay 2019 al quale Elia Nardini, titolare di corGae, ha presentato una relazione sull'argomento che potete scaricare da qui.

Prima della versione 2013 della ISO 12647-2 era definito grigio un colore che ha lo stesso a* b* del supporto di stampa oppure un colore che ha lo stesso a* b* del mezzo tono stampato con inchiostro nero (definito true gray da ECI, European Color Initiative). Se la prima definizione è più adatta per le alte luci (dove la carta ha molta influenza sul colore), la seconda è più adatta per le zone d’ombra dove la maggior coprenza del nero attutisce l’influenza della carta.

Grigi corGaeLa definizione non era soddisfacente in quanto non univoca e non valida su tutto l'asse del grigio. Una definizione corretta di grigio è venuta con la versione 2013 della ISO 12647-2 per la quale è grigio quel colore che, ad un determinato valore L*, assume per a* e b* un colore che sta sui segmenti di congiunzione tra a*/b* CMY 100 e a*/b* carta (nell'immagine qui a fianco le Printing condition corGae per le carte Patinata e Uso mano).

A parte l'apparente astrusità della definizione, dichiarare un grigio non è banale perché ogni carta ha un suo grigio (per di più praticamente impossibile da definire con numeri CMYK con i normali strumenti di produttività personale).

Un creativo che lavora con la Creative Suite può ottenere il risultato definendo il grigio in RGB con pari valori per i tre primari o con una percentuale di K di un colore CMYK o Gray. Sappiamo che un grigio di solo K può non essere morbido e allora abituiamoci a definire i grigi in RGB, penserà il color management del flusso di lavoro dello stampatore a trasformarlo nei valori corretti in base alla carta usata.

Qui sotto le tonalità a 8 bit canale = 24 bit di grigi neutri RGB che sono tali se tutti e tre i canali R, G e B sono uguali (mettiamo quindi un solo valore ricordando che il grigio dovrà essere ottenuto con una terna di numeri uguali):

Grigi RGB

Per chi vuole complicarsi la vita

Se proprio ci si vuole "complicare la vita" c'è un terzo metodo che consiste nell'utilizzare le curve di bilanciamento come mostrato qui sotto.

GrIgi PLOUMSNei grafici qui sopra sono indicati sull'asse orizzontale i valori di luminosità L*, mentre su quello verticale la % di C, M e Y per ottenere un grigio neutro. I grafici possono essere utilizzati sia partendo da L*, ma è poco pratico, oppure dai colori. Si dovrà individuare quanto Ciano vogliamo usare e, sulla stessa linea verticale, troveremo Magenta e Giallo. Se sulla carta patinata di sinistra (PLO) all'80% di Ciano corrisponde il 72% di Magenta e il 66% di Giallo, su quella uso mano sbiancata di destra (UMS) per ottenere un grigio neutro con lo stesso 80% di Ciano si dovrà fare un colore con un po' meno di Magenta (71%) e un po' più di Giallo (69%) e questo per compensare la maggior quantità di sbiancanti ottici.

Come si crea una curva di bilanciamento del grigio

Un operatore di prestampa e/o di stampa ha bisogno di conoscere quanto Ciano, Magenta e Giallo deve usare per ottenere una curva neutra, ma questo dato può essere derivato unicamente dai valori L*a*b* che, come abbiamo detto sopra, stanno sul segmento di congiunzione tra a*/b* C100M100Y100 e a*/b* carta. Conosciuto il bianco carta e, definito arbitrariamente un valore L*, a* e b* si calcolano con la seguente formula:

a* = a* paper x (1-0,85 x (L* paper – L*) / (L* paper – L* cmy))
b* = b* paper x (1-0,85 x (L* paper – L*) / (L* paper – L* cmy))
Il coefficiente 0,85 rappresenta un adattamento visivo dell’85% per il bianco della carta. L*cmy è il valora della tacca C100M100Y100.

Attraverso questa formula e l’utilizzo di un software che fornisce la ricetta CMY del valore L*a*b* ricercato nonché un foglio di calcolo con le formule impostate (potete scaricare il nostro corGae_GrayBalance_FOGRA51_v1) è possibile costruire la curva caratteristica del bilanciamento del grigio così come dichiarato nell’Annex A della ISO 12647-2:2013.

Stabilita la curva l'aspetto più interessante non è tanto quello di stabilire una ricetta CMY neutra, ma è verificare quanto la propria macchina da stampa la onora e per far ciò è necessario avere una scaletta di controllo da misurare.

corGae_GrayBalance_FOGRA51_v1

Per i nostri controlli abbiamo realizzato il kit corGae_GrayBalance_FOGRA51_v1 che potete scaricare gratuitamente e che comprende un foglio di calcolo e due scalette di controllo, una Small con 9 tacche e una Large con 25 tacche.

Il foglio di calcolo è impostato per FOGRA51, ma può essere utilizzato per qualsiasi caratterizzazione a condizione di disporre di software in grado di restituire una ricetta CMY da un valore L*a*b*. Le scalette invece possono essere utilizzate unicamente per FOGRA51. Se si vogliono fare verifiche per una diversa caratterizzazione occorrerà mettere nelle tacche i valori CMY specifici.

Excell Grigi Preview

Per utilizzare il foglio per una caratterizzazione diversa è sufficiente leggere il valore L*a*b* del supporto e il valore L* della stampa di C100M100Y100. Per come è impostato il foglio metterà i valori L* così misurati nella prima e ultima tacca e poi compilerà i valori interemedi con la media degli estremi di riferimemento. In pratica la tacca mediana 5 sarà la media della 1 e della 9, la 3 della 1 e della 5 e così via. Il foglio calcolerà autonomamente i valori a* e b*.

Verifica di una stampa

Una volta stampata la scaletta si tratterà di misurarla e riempire i campi "Valore L*a*b* letto". Il foglio restituirà immediatamente il dCh con colorazione delle celle per avere una visualizzazione immediata della qualità dell'impianto stampa.

Per il calcolo del dCh si usa la formula: dCh = [(a*1 – a*2)2 + (b*1 – b*2)2]1/2  dove a*1 e b*1 sono il target e a*2 e b*2 i valori misurati.