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io COMUNICO ITALIANO 

Certificato io Comunico Italiano

Questa certificazione ha lo scopo principale di creare un gruppo di aziende di eccellenza capaci di fare squadra per affrontare l'internazionalizzazione, puntando su uno dei grandi must dei nostri prodotti: il Made in Italy, sinonimo anche nel nostro settore di qualità estetica, eleganza e innovazione.

Il primo audit è avvenuto il 3 luglio 2018 poi rinnovato il 15 gennaio 2020.

Siamo stati la prima delle 10 aziende che hanno seguito il percorso formativo della omonima associazione ottenendo la certificazione con qualifica di azienda GOLD, vale a dire il massimo.

Per corGae, che già possiede ISO 9001 e ISO 12647-2 di cui io Comunico Italiano adotta i principi, questa certificazione completa il percorso con l'adesione alla ISO 26000, ovvero il Modello di Responsabilità Sociale.

Oltre ad affrontare i mercati esteri, questo gruppo intende coordinarsi con le tante aziende manifatturiere del nostro territorio che esportano affinché tutto il prodotto sia Made in Italy, comunicazione compresa.

Nel nostro caso specifico - su richiesta - possiamo usare il logo "io COMUNICO ITALIANO" sui materiali stampati come ad esempio packaging di prodotto, astucci, contenitori, scatole e brochure promozionali.

 

Associazione COMUNICO ITALIANO

logo associazione COMUNICO ITALIANOcorGae naturalmente aderisce all'associazione COMUNICO ITALIANO, nata dalla fusione dell'Associazione per le Arti Grafiche di Bologna e dei Poligrafici Modenesi.
Compito istituzionale dell'associazione è la promozione dell'aggregazione tra le aziende del territorio, la formazione tecnica e manageriale nonché il sostegno alle scuole.

Ma all'Associazione vanno ascritte due grandi iniziative prodrome della creazione del brand io COMUNICO ITALIANO:

Per capire la ratio di questa attività bisogna ritornare a quegli anni e alle norme ISO in quel momento in vigore.

Prima considerazione è che una norma ISO promuove la qualità standard, il che può avere come effetto collaterale negativo l'appiattimento della stessa. Sicuramente non premia l'eccellenza in quanto qualsiasi modo di stampare fuori dallo standard, anche se migliore, non è a norma.
Nel consesso internazionale ciò si traduce in insormontabili ostacoli commerciali.

Da qui discende che il modo di stampare italiano, caratterizzato da stampe pulite per effetto di TVI - cioé schiacciamenti, inferiori a quelli di norma - non può essere a norma.
Dobbiamo necessariamente applicare lo standard senza stampare col nostro gusto.

Questa, che è una vera e propria aberrazione, accende il dibattito in ISO in seno al TC130 poiché fa si che la norma porti all'appiattimento invece che all'eccellenza.
Ancora una volta sembra prevalere l'impostazione FOGRA, quella delle TVI, tanto che gli americani che non riescono a far passare i loro concetti che puntano sul bilanciamento dei grigi, di fatto sviluppano per conto proprio il loro metodo G7 di Idealliance.

Tutto ciò avviene nella fase di revisione della ISO 12647-2:2004/Amd 1:2007 e FOGRA propone addirittura un innalzamento della TVI col rischio di fare allontanare ancor più il nostro modo di stampare dalla norma.

Per contrastare l'impostazione nasce in Associazione l'idea del progetto Misuriamoci i cui risultati verranno portati in ISO e consentiranno l'adozione delle Additional Printing Condition, una modalità di stampa che nel rispetto delle tolleranze di norma, rappresenta una Nazione, un Territorio o una singola Azienda così come è avvenuto per corGae.
Con le Additional Printing Condition si cambia addirittura il paradigma delle norme ISO che dalla ricerca di uno standard che può diventare appiattimento, crea la possibilità di valorizzare l'eccellenza.

Il prossimo passo sarà la creazione di una Additional Printing Condition del brand io COMUNICO ITALIANO.
Non è immediato perché non è chiara a tutti la portata di questa opportunità che potrebbe essere anche facilmente veicolata sul mercato internazionale proprio per la nostra abitudine a stampare con TVI basse che producono stampe pulite, dettagliate e luminose.