Non sempre è chiaro cosa viene consegnato ad un cliente che chiede una prova colore digitale che gli servirà come riferimento per una stampa offset. Cerchiamo allora di capire cosa è una prova colore validata.
In corGae noi facciamo riferimento alla ISO 12647-2 e non alla ISO 12647-7 e questo perché noi possiamo stampare sulla carta di produzione e non siamo costretti ad utilizzare carte fotografiche che si stampano solo in fronte e che debbono simulare il punto di bianco della carta (utilizzando in stampa il rendering colorimetrico assoluto).
Fare una prova colore consiste nel confrontare i colori presenti nella caratterizzazione di riferimento (per esmpio FOGRA39, FOGRA47, FOGRA51, FOGRA52, IFRA30 per carta da giornali) e segnalare il ΔE dei valori significativi che sono:
Per non dover fare la simulazione della carta, ma usare quella effettiva di stampa quando il punto di bianco della carta non è come quello della caratterizzazione, ci viene in soccorso la tecnologia SCCA che ricalcola i colori in base al punto di bianco reale della carta stampata.
Nel nostro report teniamo il confronto con i colori di norma fino a ΔE 3, passiamo al confronto con i dati calcolati da SCCA fino a ΔE 5, dichiariamo la prova non validabile con carta con puto di bianco con ΔE >5 rispetto alla caratterizzazione di norma.

Per questo motivo non ci è possibile validare in FOGRA47 con le attuali carte uso mano sbiancate. Occorre quindi stampare con carte che abbiamo al massimo ΔE 5 rispetto al punto di bianco di norma (in genere quelle dichiarate naturali).
La differenza cromatica impressa dal tipo di carta è notevole per cui non sarebbe male disporre della carta effettiva di stampa (sempreché Indigo riesca a stamparla)
Ultimo aspetto, non secondario, verificare se lo stampatore riesca poi a copiare le prove con facilità.