Nasce un nuovo prodotto corGae dall'unione dell'ormai classico servizio di anticontraffazione col Passaporto Digitale di Prodotto (DPP = Digital Product Passport), una normativa già cogente per alcuni settori e destinata ad estendersi a tutti i prodotti commercializzati nella UE. Il nostro servizio parte da un QRCode univoco riprodotto su un qualsiasi stampato di accompagnamento (cartellino, certificato di garanzia, libretto di istruzioni, ecc. ecc.) capace di trasformare un obbligo in una risorsa.
Il regolamento ESPR (Ecodesign for Sustainable Products Regulation) rappresenta uno dei pilastri operativi e pratici più importanti per realizzare gli obiettivi del Green Deal europeo. La loro relazione è quella che intercorre tra una visione strategica globale (il Green Deal) e uno strumento legislativo concreto (l'ESPR) per attuarla nel mondo della produzione e dei consumi.
Ecco come si collegano nel dettaglio:
Il Green Deal europeo, lanciato nel 2019, punta a rendere l'Europa il primo continente a neutralità climatica entro il 2050 e a trasformare l'economia della UE in un modello sostenibile ed efficiente nell'uso delle risorse. Per farlo, ha definito diverse macro-aree di intervento, tra cui lo sviluppo dell'economia circolare.
L'ESPR (Regolamento UE 2024/1781) è la traduzione in legge di questa visione per quanto riguarda i beni materiali: agisce direttamente sulla progettazione dei prodotti per azzerarne o ridurne drasticamente l'impatto ambientale prima ancora che vengano messi in commercio.
All'interno del Green Deal, il Piano d'azione per l'economia circolare stabilisce che i prodotti debbano durare più a lungo ed essere più facili da riparare e riciclare. L'ESPR è lo strumento giuridico nato proprio per questo:
Per raggiungere il taglio delle emissioni di gas serra (almeno il 55% entro il 2030) fissato dal Green Deal, l'Europa deve ridurre l'estrazione selvaggia di materie prime. L'ESPR impone requisiti stringenti sulle prestazioni ambientali (durabilità, riutilizzabilità, presenza di sostanze chimiche preoccupanti e contenuto di materiale riciclato), affrontando l'intero ciclo di vita del prodotto.
In sintesi, se il Green Deal è la mappa politica ed economica per il futuro sostenibile dell'Unione Europea, l'ESPR è il motore normativo che obbliga le aziende a cambiare il modo di progettare e produrre gli oggetti di uso quotidiano per rendere quella mappa una realtà.
La progressiva diffusione del Regolamento ESPR (Ecodesign), di cui il DPP è il mezzo tecnologico obbligatorio per applicarla, ci costringerà a familiarizzare con molti nuovi concetti e altrettanti acronimi.
Quindi, se il Regolamento ESPR (Ecodesign for Sustainable Products Regulation) stabilisce il quadro normativo e i requisiti di sostenibilità per i prodotti nell'UE, il DPP (Digital Product Passport / Passaporto Digitale di Prodotto) è lo strumento operativo fondamentale istituito da questo regolamento per tracciare e condividere i dati sulla sostenibilità e la circolarità del prodotto lungo tutta la sua catena del valore.
Detto in altri termini: l'ESPR è la legge, il DPP è il mezzo tecnologico obbligatorio per applicarla.
Nonostante questa estrema sintesi che aiuta a collocare gli acronimi al loro posto c'è ancora molta confusione e i più vedono queste nuove cogenze come prossimo ulteriore fastidioso obbligo per le azienda e non come una immensa opportunità di fare business di qualità.
Per rendersi conto delle opportunità che queste normative possono creare vedete qui il caso pratico della case history del Brand Giacche & Zaini